Tra vendemmia, nuovi ritmi in cantina e ritorno a tavola, settembre segna un momento speciale per il mondo del vino
Settembre è un mese di passaggio. L’estate non è ancora del tutto finita, le giornate iniziano ad accorciarsi e anche a tavola cambiano lentamente sapori e abitudini.
Nel mondo del vino, però, settembre ha un significato ancora più particolare. È il periodo in cui per molti territori entra nel vivo la vendemmia, le cantine lavorano a pieno ritmo e prende forma una nuova annata.
Ecco perché è uno dei momenti più interessanti dell’anno per chi ama il vino.
È il mese simbolo della vendemmia
Non tutte le uve vengono raccolte a settembre. Alcune varietà arrivano a maturazione già ad agosto, mentre altre possono rimanere in vigna fino a ottobre o oltre.
Eppure settembre resta nell’immaginario collettivo il mese della vendemmia.
È in questo periodo che, in molti territori italiani, si concentrano raccolta e lavoro in cantina. Dopo mesi trascorsi a seguire lo sviluppo della vite, arriva il momento di raccogliere il risultato dell’intera stagione.
La decisione non dipende semplicemente dal calendario. Produttori ed enologi valutano maturazione, acidità, zuccheri e caratteristiche dell’uva per scegliere il momento più adatto.
Ne abbiamo parlato anche nella nostra guida dedicata alla vendemmia e al viaggio dell'uva dalla vigna alla bottiglia.
In cantina comincia una nuova annata
Mentre l’uva lascia la vigna, in cantina inizia un nuovo percorso.
Le uve vengono selezionate e lavorate e, attraverso la fermentazione, comincia la loro trasformazione in vino.
È un periodo particolarmente intenso perché ogni scelta può contribuire al risultato finale:
-
tempi di raccolta
-
selezione delle uve
-
gestione delle fermentazioni
-
temperature
-
tempi di macerazione
-
scelte di affinamento
Settembre rappresenta quindi contemporaneamente la conclusione di un anno di lavoro in vigna e l’inizio di una nuova storia in cantina.
È il momento in cui nasce una nuova annata
Quando leggiamo un anno sull’etichetta di una bottiglia tendiamo a considerarlo semplicemente come una data.
In realtà dietro quell'anno c'è tutto ciò che la vite ha vissuto durante la stagione.
Sole, temperature, piogge, periodi più secchi ed escursioni termiche contribuiscono alla maturazione delle uve e possono influenzarne le caratteristiche.
Con la vendemmia, tutte queste variabili arrivano al loro punto d'incontro.
È proprio in questo periodo che inizia quindi a prendere forma quella che, un giorno, troveremo indicata sull’etichetta come annata.
Ma non tutti i vini di settembre arriveranno presto nel calice
L’uva viene raccolta oggi, ma questo non significa che il vino arriverà sulla nostra tavola tra poche settimane.
Ogni vino ha i suoi tempi.
Alcuni sono pensati per esprimersi giovani e possono essere commercializzati relativamente presto. Altri iniziano percorsi molto più lunghi tra:
-
acciaio
-
legno
-
cemento
-
anfora
-
affinamento in bottiglia
Per alcune etichette bisognerà aspettare mesi. Per altre, anni.
Ed è forse uno degli aspetti più affascinanti della vendemmia: nello stesso momento possono nascere vini destinati a essere bevuti presto e bottiglie che incontreremo molto più avanti nel tempo.
Settembre cambia anche quello che abbiamo voglia di bere
Non cambia soltanto ciò che succede in vigna.
Settembre è anche un piccolo punto di svolta a tavola.
Dopo i mesi più caldi iniziano a tornare piatti leggermente più strutturati e cambiano gradualmente anche i vini che abbiamo voglia di mettere nel bicchiere.
Non significa abbandonare improvvisamente bianchi, rosati e bollicine. Al contrario, settembre è perfetto proprio perché permette di muoversi tra stagioni diverse.
Possiamo ancora scegliere:
-
bianchi freschi per gli ultimi aperitivi all'aperto
-
rosati per le giornate ancora calde
-
bollicine per accompagnare aperitivi e cene
-
rossi giovani e poco strutturati per le prime serate più fresche
È un mese di transizione anche nel calice.
Un buon momento per scoprire nuovi territori
La vendemmia riporta inevitabilmente l’attenzione sul luogo da cui tutto ha origine: il territorio.
Lo stesso vitigno coltivato in zone differenti può dare risultati molto diversi. Altitudine, esposizione, clima e caratteristiche del suolo contribuiscono all’identità del vino insieme alle scelte di chi lo produce.
Settembre può quindi essere anche l'occasione per scegliere una bottiglia partendo non dalla tipologia di vino, ma dalla sua provenienza.
Un modo diverso per viaggiare attraverso il calice e conoscere meglio le tante espressioni del vino italiano.
Settembre, un nuovo inizio per il vino
Per molti settembre coincide con il ritorno alla quotidianità.
Nel mondo del vino, invece, è soprattutto un nuovo inizio.
Si raccolgono i risultati di un anno trascorso in vigna, iniziano le lavorazioni in cantina e prende forma una nuova annata. Nel frattempo anche sulle nostre tavole cambiano lentamente piatti, occasioni e bottiglie.
È proprio questo incontro tra fine e inizio a rendere settembre uno dei mesi più affascinanti per il vino.
E forse anche uno dei momenti migliori per aprire una bottiglia e iniziare a scoprirne una nuova storia.
👉 Scopri la selezione Vinaggi e lasciati guidare tra territori, cantine ed etichette.

